La genesi de "La villa sul lago"

La nascita di "La villa sul lago": quando la passione per il giallo incontra l'ispirazione italiana

Ci sono momenti nella vita di un lettore appassionato in cui la voglia di immergersi nelle storie degli altri si trasforma nel desiderio irresistibile di crearne una propria. È esattamente quello che è accaduto sul finire del 2024, quando l'amore per il genere giallo ha preso una forma completamente nuova.

Le radici di una passione

Da sempre affascinato dal mondo del mystery, ho coltivato la mia passione nutrendomi dei grandi classici: le brillanti deduzioni di Sherlock Holmes, l'ingegno di Hercule Poirot nelle intricate trame di Agatha Christie, la saggezza apparentemente ingenua di Padre Brown di Chesterton. Poi sono arrivati i maestri del noir come Raymond Chandler con il suo Philip Marlowe e Georges Simenon con l'indimenticabile commissario Maigret.

Questa passione si è rafforzata negli anni anche grazie alle serie televisive britanniche: "Inspector Morse" con la sua Oxford malinconica, "Vera" e i suoi paesaggi del Northumberland, "Inspector Gently" e la sua elegante nostalgia degli anni Sessanta. 

Ogni nuovo viaggio in Italia poi diventa un'occasione per sintonizzarsi su Giallo e Top Crime, canali che hanno saputo creare un vero e proprio santuario per gli amanti del genere.

L'idea prende forma

Sul finire del 2024, una domanda ha iniziato a tormentarmi: sarò mai in grado di costruire una storia credibile? Di creare quella perfetta combinazione di mistero, suspense e logica che caratterizza i migliori gialli?

La risposta è arrivata quasi naturalmente, seguendo i canoni della tradizione classica. Se c'è una cosa che unisce i capolavori del genere è l'ambientazione in una location chiusa: la casa di campagna isolata, l'isola deserta, il treno bloccato dalla neve. Un luogo dove i sospetti sono limitati, dove ogni personaggio ha un movente, un mezzo e un'opportunità.

Il Lago di Como: scenario perfetto

La scelta del Lago di Como come ambientazione non è stata casuale. Questo gioiello della Lombardia offre il perfetto equilibrio tra isolamento e accessibilità: abbastanza appartato da creare quell'atmosfera claustrofobica necessaria al giallo, ma sufficientemente vicino a Milano da giustificare la presenza di personaggi del mondo finanziario e degli affari.

Una villa affacciata sulle acque del lago, con i suoi riflessi che nascondono segreti e le sue nebbie mattutine che avvolgono ogni cosa nel mistero. Un luogo dove il fascino della bellezza italiana si mescola con l'inquietudine del crimine.

I protagonisti prendono vita

Per tenere insieme tutti i personaggi serviva un pretesto credibile. Così è nata l'idea della trattativa d'affari: un gruppo di imprenditori, finanzieri e consulenti riuniti per alcuni giorni per definire un accordo complesso. Ognuno con i propri interessi, le proprie ambizioni e, naturalmente, i propri segreti.

Al centro di questo intrigo economico si muove il protagonista: un avvocato chiamato a garantire la correttezza delle negoziazioni. Figura neutra ma osservatrice, perfetta per guidare il lettore attraverso i meandri del mistero. 

Accanto a lui, Gemma Li Scalzi porta quella componente femminile indispensabile per arricchire la dinamica narrativa.

E quando il crimine irrompe in questo mondo patinato, ecco apparire il Commissario Montaldi. Un piccolo omaggio a Andrea Camilleri e al suo indimenticabile Montalbano, ma trapiantato nel contesto milanese, dove dovrà districare una matassa di inganni che lega il mondo della finanza a quello del crimine.

Un ritorno alle origini

"La villa sul lago" nasce quindi come un tributo alla grande tradizione del giallo classico, ma con un'anima profondamente italiana. Un tentativo di dimostrare che anche nel nostro paese, tra le bellezze del paesaggio e le complessità della società contemporanea, possono nascere storie degne dei grandi maestri del genere.

Perché in fondo, ogni grande giallo inizia con una domanda semplice: cosa succederebbe se...?

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